Immaginate una scena comune: una persona cammina tranquillamente in un parco e, all'improvviso, inciampa su una radice nel terreno. Nessuno contempla mai seriamente la possibilità di inciampare, perché si pensa che "basta stare attenti a dove si mettono i piedi". Eppure, malgrado la prudenza, inciampiamo comunque. Questo stesso principio può essere applicato al concetto della difesa personale, o meglio alla “validazione dell’efficacia” delle tecniche che in tanti praticano. Vediamo come.

Quando ci si trova in una situazione di pericolo, il corpo umano attiva una risposta fisiologica immediata e automatica: il rilascio di adrenalina. Questa risposta, conosciuta come "fight or flight" (lotta o fuga), è progettata per preparare il corpo ad affrontare o sfuggire al pericolo imminente. Ma come influisce l’adrenalina sulla nostra capacità di difenderci? Quali sono i suoi effetti su forza, velocità, lucidità mentale, e come possiamo imparare a gestirla efficacemente in un contesto di difesa personale?

Sabato 14 dicembre 2024 nella sede di Monteverde a Roma si è tenuta una seduta di aggiornamento fra istruttori di KUAI, un momento di confronto e studio indispensabile per garantire che il sistema di difesa personale rimanga al passo con i tempi e sempre in grado di offrire soluzione realistiche e aggiornate. L'obiettivo è stato sperimentare e studiare nuove soluzioni, valutandone l'efficacia e discutendo su come integrarle nei programmi didattici.

Il rifiuto dell'esercitazione è un marker importante da monitorare, in generale, e in modo particolare in presenza di giovani in età pre-intra-post-adolescenziale. Quando emergono segnali di rifiuto, totale o parziale, è fondamentale intervenire. In alcuni casi, un incremento della motivazione, accompagnato da un energico invito a superare la situazione, può essere sufficiente. In altri casi, invece, è necessario rimodulare l’esercitazione abbassandone il livello di difficoltà percepita.

In Italia, l'uso delle armi non letali per difesa personale è strettamente regolamentato. Lo spray al peperoncino è l'unico dispositivo consentito, purché conforme alla legge. Gli storditori elettrici, considerati oggetti atti ad offendere, possono essere detenuti solo in casa, mentre i Taser, classificati come armi, richiedono un porto d'armi, generalmente non concesso per uso personale. Queste normative sottolineano la necessità di conoscere i limiti legali legati alla difesa personale.

La violenza di Genere e Domestica rappresenta una delle forme più insidiose di aggressione, spesso alimentata da rapporti affettivi malati e tossici. Diversamente da altri tipi di violenza, essa si radica all’interno di relazioni di lunga durata, dove il legame affettivo-psicologico gioca un ruolo cruciale. Questa dinamica rende la difesa personale in contesti di violenza di Genere e Domestica particolarmente complessa, poiché le emozioni, il senso di colpa e la paura si intrecciano in un nodo difficile da sciogliere.

