
Di difesa personale “al femminile” si parla tanto, soprattutto nei giorni intorno al 25 novembre, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne. Tuttavia, raramente si analizza la questione a fondo, considerando in modo realistico la violenza di genere e la violenza domestica, dal punto di vista della difesa personale.


Nel mondo animale, la distanza tra un individuo e un potenziale aggressore ha un valore fondamentale per la sicurezza. Ogni creatura ha una propria "distanza di fuga", una soglia invisibile oltre la quale scatta la reazione di difesa o di fuga. Anche gli esseri umani rispondono a situazioni simili durante le interazioni sociali. Capire come la distanza influenzi le nostre possibilità di reazione può diventare uno strumento prezioso in difesa personale.
Affrontare più aggressori è una delle situazioni più difficili che si possano incontrare in un contesto di difesa personale. Non solo richiede una buona padronanza di tecniche fisiche, ma anche una chiara comprensione dell contesto -dinamica del gruppo e ambiente- e una rapida capacità di prendere decisioni. Il tutto in un contesto di grande stress emotivo e cognitivo. In questo articolo esploreremo le strategie e le tecniche per affrontare efficacemente più aggressori, ponendo particolare attenzione alla prevenzione, all'uso dello spazio, alla gestione delle distanze e all'analisi delle opportunità per fuggire o difendersi.
Qualche giorno fa, un collega Istruttore di KUAI ha riportato una scena a cui aveva assistito poco prima nel quartiere: una donna era scesa da un'auto pronunciando la parola "aiuto" e si era incamminata verso una via. L'auto, con a bordo un uomo, aveva proseguito a fianco del marciapiede, separato dalla donna dalle auto parcheggiate a lisca di pesce, seguendola per alcuni metri per poi superarla e proseguire. Durante questo tragitto, i due si sono scambiati delle parole, non udibili dal collega.
